MALESIA

SI PARTE PER KUALA LUMPUR

Malesia, Singapore e Indonesia… è la proposta dei nostri inediti compagni di viaggio Nina e Camillo. Mete che in realtà io e Tommi non stavamo prendendo in considerazione, ma che ben presto ci convincono.

Il mio primo viaggio nel sud-est asiatico inizia a prendere forma la scorsa primavera. La creazione è uno dei momenti che mi appassiona di più, quando tutto ancora può essere plasmato e modificato senza limiti all’immaginazione. Entro nel negozio Mondadori chiedendo cartine stradali improbabili e acquisto le Lonely Planet che rimarranno sul mio comodino nei prossimi mesi quasi fossero dei romanzi più che degli strumenti. Nelle serate a casa di Tommi le idee emergono a volte anche in maniera azzardata, senza dubbio divertente. Come sempre vogliamo programmare ma non troppo, lasciare spazio a quello che troveremo dall’altra parte del mondo e che darà motore giornaliero alla nostra curiosità. Permettiamo a una foto su Instagram, a un documentario o ai consigli degli amici di influenzarci un po’, finché, dopo vari tentativi, concordiamo il nostro itinerario.

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Io e Tommi avremo a disposizione tre settimane nel periodo tra luglio e agosto, mentre l’altra coppia rimarrà una settimana in più. I posti da vedere sono davvero tanti, considerata la scelta di toccare tre Stati. Una volta stabiliti il volo di andata da Milano a Kuala Lumpur e il ritorno, scegliamo alcune tappe obbligate prenotando la maggior parte delle strutture alberghiere su Booking.com e qualche volo interno molto economico.  23 Luglio… Si parte!

Day 1 – Kuala Lumpur

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Petaling Street

Arriviamo nella capitale malese al mattino dopo un breve scalo in Arabia Saudita. Per andare in città dall’aeroporto parte il treno veloce KLIA Ekspres, che in 30minuti raggiunge la stazione di Kuala Lumpur Sentral. Da qui è possibile spostarsi tra i diversi quartieri con la sopraelevata Monorail o con la metropolitana. Il nostro hotel si trova a Bukit Bintang, il triangolo commerciale, una zona molto frequentata e gremita di gente a qualsiasi ora del giorno e della notte.

KL è una metropoli in evoluzione che mantiene il suo fulcro caratteristico in Chinatown, il quartiere più “vivo”, sempre affollato e pieno di bancarelle di qualsiasi genere. Siamo letteralmente attirati dai cibi, dai colori, dalle stranezze in vendita, dagli odori, e vaghiamo con gli occhi sbarrati di due bambini attenti a non farsi sfuggire nulla.

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Il primo “morso” in terra straniera è una delle cose più attese di una vacanza (dopo il mare ovviamente!). Cerchiamo di comunicare con un venditore, il cui inglese è approssimativo, ma che appare molto contento di farci assaggiare alcune varietà di frutta a noi sconosciute. E’ il primo vero contatto con una cultura profondamente diversa dalla nostra per quanto riguarda l’alimentazione. Jackfruit, Litchis, Durian e frutto del drago, che qui ha la polpa di un viola intenso, sono solo alcuni tra i frutti tropicali presenti in questo grande mercato a cielo aperto. Io e Tommi abbiamo davvero fame dopo il lungo viaggio e decidiamo di ordinare un piatto di noodles in quello che potremmo definire un ristorante, con tavoli e sedie di plastica in mezzo a Petaling Street, la via principale del quartiere. Ovunque è possibile trovare questo piatto tipico, sano e a bassissimo prezzo (circa 2,50 euro). Le diverse varianti accontentano sempre tutti: con carne o pesce, vegetariani, con spaghetti di riso o di soia, fritti o in brodo.

Continuiamo il tour con una breve passeggiata sulla Canopy Walkway, un passerella sospesa che attraversa la piccola foresta tropicale di Bukit Nanas, nel cuore della città, circondata e sovrastata dai grattacieli.

Successivamente ci dirigiamo a Merdeka Square, l’immensa piazza centrale attorniata da bellissimi edifici tra cui il palazzo del sultano Abdul Samad e altri risalenti all’epoca coloniale britannica. Il prato una volta era utilizzato per le partite di cricket e di polo.

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“Merdeka Square” in linguaggio Malay  significa “piazza dell’indipendenza” e qui è issata la bandiera più alta al mondo, a ben 95 metri d’altezza.

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Si fa buio e decidiamo di vedere le famosissime Petronas Towers illuminate, simbolo non solo della città ma anche del progresso dell’intero paese. Saliamo quindi su un autobus gratuito che ci informano faccia il giro della città. Anche se i tempi di percorrenza si rivelano molto lunghi a causa del traffico, optare per i mezzi pubblici è sicuramente un modo per conoscere meglio usanze e costumi dei locali.

Di sera è d’obbligo un passaggio in Jalan Alor, la via dello street food, dove assaggiamo spiedini di “qualsiasi cosa”, ovvero pesce, verdura, rane, e ravioli di diversi gusti. Qui ci siamo dati appuntamento con Camillo e Nina, che hanno preso un volo diverso dall’Italia e che avranno modo di visitare meglio la città alla fine della loro vacanza. Un brindisi per l’inizio, l’entusiasmo che ci tiene svegli nonostante il jet-lag, il corpo che vuole godere di ogni attimo e quella favolosa sensazione di essere solo all’inizio di un’avventura… Domani si riparte!!

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MY BORNEO

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Day 2

Lasciamo subito la capitale malese e prendiamo un volo interno per… il Borneo! Già solo nominarlo aveva entusiasmato i ragazzi del gruppo, forse perché così “wild” o forse per via di “Mai dire Gol”.

Il Borneo è la terza isola al mondo per estensione ed è diviso politicamente tra la parte malese, la parte indonesiana e il Brunei. Bisogna tenere in considerazione che si trovano voli diretti solo dal rispettivo Stato, per cui da Kuala Lumpur possiamo agevolmente volare senza scali sul Borneo malese.

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Atterriamo nella città di Sandakan e un auto privata ci porta al nostro alloggio, il “Paganakan Dii Tropical Retreat”, che si trova a 30 km dalla città e non è altro che un armonioso insieme di palafitte di legno immerse nella tranquillità della natura con letti a baldacchino e docce all’aperto. Lo staff è gentilissimo e per cena ci consiglia il ristorante “Ba Lin”, molto chic rispetto allo standard del luogo, dove si possono degustare i piatti più ricercati della stupenda cucina malese e dove ci si può rilassare sorseggiando ottimi cocktail sulla terrazza all’ultimo piano.

Day 3

La giornata inizia al “Orangutan Rehabilitation Centre” di Sepilok, una cittadina poco distante che raggiungiamo grazie alla navetta messa a disposizione dal nostro albergo. All’interno del centro vi è una nursery all’aperto e un punto di osservazione per vedere gli oranghi mangiare ogni giorno in due orari prestabiliti.

DSC_0431 L’esperienza va oltre le aspettative. Davanti ai nostri occhi una mamma con il suo cucciolo si nutrono di una quantità di frutta incalcolabile, avendo la meglio su un macaco che cerca di rubargliela. Durante il pasto il piccolo si arrampica sulle braccia lunghissime della madre e si danno un bacio affettuoso con un atteggiamento che ha ben poco di diverso rispetto a quello umano.

Verso mezzogiorno il parco chiude e ci invitano ad uscire, ma è proprio in questo momento che alcuni di questi primati prendono coraggio e camminano sulla passerella di legno insieme a noi, tenuti sotto controllo dai guardiani. Incontrare il loro sguardo, nonostante alcune leggende affermino che guardarli negli occhi attragga mala sorte, è un’emozione unica e irripetibile.

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Entusiasti per la visita e dopo aver mangiato un piatto dei nostri adorati noodles nel ristorante all’ingresso del parco, ci spostiamo nel vicino “Sun Bear Conservation Centre”. Appena entrati un video ci mostra il maltrattamento degli Orsi della Luna in paesi come la Cina, il Vietnam o la Corea del Nord, dove si estrae la bile dall’animale vivo attraverso una pratica atroce e in condizioni orrende.

 Oggi esistono diverse associazioni per salvare gli orsi e in questo centro si possono ammirare liberi mentre gironzolano o dormono sugli alberi. E’ molto frequente inoltre fare incontri con i macachi, dai quali bisogna stare all’erta per evitare che si avvicinino troppo e prendano “in prestito” qualche oggetto.

Il giro non richiede più di un’oretta, per cui riusciamo a prendere un taxi e a dirigerci verso il “Labuk Bay Proboscis Monkey Sanctuary”. Si tratta di una tenuta privata in cui numerosi esemplari di scimmie nasiche si avvicinano ormai con disinvoltura ai visitatori. Le vediamo mangiare, saltare, addormentarsi appoggiate a qualche staccionata e sentiamo il loro verso amplificato dall’enorme naso. Siamo increduli di fronte a una specie in pericolo di estinzione che qui sembra quasi un animale domestico.

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Gli Orangutan oggi vivono solo in due isole al mondo, Borneo e Sumatra, mentre le scimmie nasiche sono presenti solo nelle foreste del Borneo.

 

Ceniamo a Sim Sim, un villaggio di palafitte sull’acqua alle porte di Sandakan, dove ci sono un paio di ristoranti di pesce uno accanto all’altro. Si percepisce una forte influenza cinese e il luogo sembra poco turistico, ma ancora una volta il consiglio del personale del nostro ostello non ci delude. Con una spesa minima (circa 40 euro per 4 persone) non ci facciamo mancare niente e troviamo una qualità davvero sorprendente di granchi, gamberi al lime, zuppa di pesce e calamari in salsa agrodolce. Una delle cene più ricche della vacanza!

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I prezzi per mangiare e dormire nel Borneo, come in tutta la Malesia, sono molto economici. In alta stagione è possibile trovare camere doppie a 25 euro a notte, pranzare con meno di 3 euro a testa e cenare a base di pesce con soli 10 euro. Il cambio con il Ringgit malese è di 1 euro = 5 MYR. Nel Borneo è consigliato avere a disposizione contanti.

Day 4

Il balcone della stanza si affaccia su una foresta fitta e, avendo lasciato la finestra spalancata dalla sera prima, ci lasciamo svegliare dalle sfumature di un’alba delicata che si insinua tra i verdi brillanti delle foglie. Rimaniamo in contemplazione della natura e dei suoi rumori dal nostro letto, ritrovando lo stesso sottofondo che ci ha cullati nel sonno. Una doccia fresca all’aperto è l’unico buon motivo per alzarsi.

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Il programma di oggi prevede una gita in barca sul Kinabatangan River, il fiume più lungo della regione del Sabah. Per raggiungerlo facciamo due ore di macchina e durante il tragitto purtroppo vediamo quasi esclusivamente coltivazioni di palme da olio, le quali causano deforestazione e costringono gli animali a rifugiarsi nelle ormai sottili strisce di vegetazione in prossimità dei fiumi. Lo scenario è davvero triste. La consapevolezza che questo luogo accoglie specie in via di estinzione e possiede una ricchezza faunistica unica al mondo rende l’opera umana ancora più grave. I locali sembrano rassegnati, non intenzionati a combattere contro le violenze sulla loro terra, consci del fatto che l’olio è una risorsa che porta soldi e sviluppo al paese.

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Martin Pescatore

Arrivati al fiume saliamo su un’imbarcazione che può trasportare una decina di passeggeri e ci addentriamo nella foresta alla ricerca di animali, qui totalmente liberi nel loro habitat. Con un pizzico di fortuna si potrebbero avvistare orangutan, scimmie nasiche, elefanti pigmei, coccodrilli e uccelli variopinti.

Ben presto ci fermiamo per osservare tre enormi esemplari adulti di orangutan che si muovono sulla cima di un albero e che superano di gran lunga per dimensioni quelli visti in cattività il giorno prima. Proseguendo avvistiamo un martin pescatore e un “Hornbill Bird”,una specie di tucano molto grande. Infine arriviamo in prossimità di un grande albero dove un’intera famiglia di scimmie nasiche, dalla più piccola alla più grande, ci mostra le sue abitudini quotidiane.

Il sole comincia a calare e i suoni della foresta a farsi più intensi. Un’altra barca è ferma perché hanno scorto un alligatore. Tutti cercano silenziosi di avvistarlo tra i rami bassi a filo dell’acqua, ma purtroppo non si fa più vedere.

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dsc_0732.jpgSembra di essere dentro un documentario. La pazienza impiegata e l’attenzione nel cercare gli animali è come se calmassero l’anima aumentando allo stesso tempo l’adrenalina. Quadri di una natura selvaggia e meravigliosa che purtroppo non riusciamo ad immortalare nella maniera giusta attraverso la macchina fotografica, ma che rivivremo sempre nel nostro cuore. Il Borneo richiederebbe intere settimane per essere esplorato e meriterebbe una vacanza intera all’avventura, ma, come dirà poi una persona speciale che incontreremo in Indonesia, noi facciamo solo “kiss kiss” in questa terra, giusto il tempo per innamorarcene e sapere di volerci tornare.

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