AMSTERDAM

Una festa da Re

Sta per arrivare la primavera. Si ha voglia di un week end fuori porta, di organizzare qualcosa di diverso con gli amici o di visitare una capitale europea. Manca solo il pretesto giusto, il buon motivo che convince a scegliere la meta. Eccolo: la Festa del Re ad Amsterdam!

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Il Koningsdag è festa nazionale e dalla sera prima nella città esplode lo street-party più coinvolgente dell’anno. Ogni angolo di strada si colora di arancione. Dj-set, musica dal vivo, party e bancarelle di ogni genere riempiono letteralmente ogni spazio disponibile. Il cosiddetto “orgoglio arancio” contagia anche gli stranieri che si trovano in città, i quali vengono travolti da un’atmosfera entusiasmante.

BREVISSIMI CENNI STORICI:

La città inizia a festeggiare il Giorno della Regina (Koninginnedag) dall’agosto 1885 per onorare la nascita della regina Wilhelmina. Con l’ascesa al trono della figlia Juliana la data viene fissata il 30 Aprile, compleanno della nuova regnante, ed è mantenuta in seguito anche dalla regina Beatrice in onore della propria madre. Nel 2014 il Giorno della Regina diventa Giorno del Re (Koningsdag) e si festeggia ogni 27 Aprile in corrispondenza del compleanno del re in carica Willem Alexander.

 

Come ogni anno, essendo di Aprile tutti e due, io e Tommi decidiamo di farci il regalo di compleanno concedendoci una mini-vacanza da qualche parte. I campionati di pallavolo sono appena finiti e quindi possiamo programmare una fuga per il fine settimana. Questa volta mi occupo io di acquistare i voli e Tommi mi lascia carta bianca. Non ha idea di dove andremo e riesco a tenerglielo nascosto perfino all’aeroporto. Durante il viaggio cerca indizi, osserva le persone, ma non riesce a indovinare fino a quando non stiamo per atterrare. Il tipico paesaggio olandese è inconfondibile e la scelta si rivela di suo gradimento.

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Arriviamo ad Amsterdam il pomeriggio del 26, prendiamo un treno dall’aeroporto alla stazione e poi un taxi verso il nostro hotel. Lo avevo scelto in una zona centrale dato che durante la festività i mezzi pubblici si fermano.

Rimango subito piacevolmente colpita dall’architettura del posto, non essendo mai stata in una città del nord. Il tassista ci preannuncia che in poche ore sarebbe iniziato il caos. Non sappiamo esattamente cosa aspettarci, abbiamo letto qualche articolo e visto qualche immagine ma non abbiamo idea della grandezza e dell’unicità di questo evento. Appoggiamo i bagagli, ci mettiamo addosso più vestiti possibili poiché la temperatura è molto bassa e siamo pronti per affrontare la Notte del Re.

 Impossibile non rimanere esterrefatti dalla folla di gente vestita di arancione che si riversa nelle strade. Ci guardiamo in giro a bocca aperta e rimaniamo rapiti dal senso nazionale e dalla voglia di divertirsi che hanno gli olandesi. Consiglio di dare un’occhiata in anticipo al programma della serata per non perdervi i biglietti per qualche festa esclusiva, ma se vi piace fare come noi e improvvisare non vi resta che gironzolare tra i vari quartieri per passare una notte che vi ricorderete per tutta la vita. Alle 4 sembra che ancora nessuno abbia intenzione di tornare a casa. Questa serata non ha niente di meno di un Capodanno, musica e tamburi continuano a spostarsi e non c’è nemmeno lo spazio per camminare. Ci perdiamo tra le vie finché stanchi e infreddoliti ritorniamo al nostro hotel.

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La mattina seguente usciamo intorno alle 11. La città sembra ancora volersi riprendere dalla notte appena passata. Decidiamo di goderci Amsterdam con la luce del sole e iniziamo la nostra passeggiata. Ogni angolino di questa magica città potrebbe lasciarvi con il fiato sospeso. Le biciclette, i fiori e le case galleggianti illudono di essere dentro a un dipinto. A proposito di arte, i principali musei (il Rijksmuseum, il museo di Van Gogh e la casa di Anna Frank) durante la festività rimangono aperti, anche se è bene verificare gli orari.

Ben presto ricomincia la festa e le piazze sono nuovamente gremite di gente. Concerti e street-food attirano persone di tutte le età. Pare che proprio nessuno voglia rimanere a casa in questo giorno. Per le strade e sui ponti tutti sorridono, ballano, bevono birra e si divertono. Ma il vero spettacolo è dato dalle barche che affollano i canali. Il risultato è davvero grandioso! Volendo, è possibile noleggiare un battello per godersi la festa da un’altra prospettiva.

 

 

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Durante questa giornata i parchi e le strade si trasformano nel più grande mercato delle pulci del mondo, noto come Vrijmarkt (mercato libero). E’ concesso vendere qualsiasi cosa
a parte alcolici e chi vuole predispone la propria bancarella con oggetti di seconda mano, dolci e biscotti fatti in casa, preparandosi a contrattare con i passanti desiderosi di fare buoni affari.

Verso sera la folla diminuisce. Io e Tommi avremo fatto non so quanti km a piedi, rifugiandoci di tanto in tanto in qualche locale per scaldarci un po’. Torniamo in hotel per trascorrere l’ultima notte.

La mattina seguente la città si mostra  a noi diversa, pulitissima e ordinata, i mezzi pubblici riempiono le strade e le persone riprendono la loro routine. Tappa obbligatoria è il famoso mercato dei fiori galleggiante, il Bloemenmarkt, sul canale Singel.  Qui si trovano in particolar modo tulipani di ogni varietà e colore e c’è davvero l’imbarazzo della scelta! Compriamo qualche bulbo come souvenir, soprattutto per la nonna di Tommi, una vera appassionata di giardinaggio.IMG_6657

Ci resta giusto il tempo di mangiare qualcosa prima di prendere l’autobus verso l’aeroporto. Tommi non fa che parlare di un chiosco di aringhe in cui era stato anni fa e finalmente lo troviamo proprio a pochi passi dal mercato dei fiori. Effettivamente aveva ragione, le aringhe sono ottime e vale la pena fare una sosta.

Come ogni nostro viaggio… il nostro solito imprevisto! L’autobus per l’aeroporto a metà strada si rompe, prendiamo quello dopo e una volta arrivati ci mettiamo in fila per il nostro volo. Ad un tratto sul tabellone la meta cambia e l’hostess ci dice che per Milano il check-in è chiuso già da 10 minuti. Proviamo in tutti i modi a passare ma non c’è verso.  Abbiamo calcolato un po’ male i tempi e siamo arrivati proprio all’ultimo secondo, o meglio, un secondo dopo. Perdiamo il volo e ne dobbiamo acquistare uno per l’indomani mattina.

Cerchiamo subito il lato positivo e decidiamo di andare fuori città per trascorrere il pomeriggio al Keukenhof, il parco floreale più grande al mondo, aperto da marzo a maggio, in cui si trovano 7 milioni di fiori da bulbo.

Prendiamo un autobus dall’aeroporto verso Lisse, comodissimo e che ferma proprio davanti alle biglietterie. Avendo poche ore a disposizione, scegliamo di non entrare nel parco ma di fare un tour in bicicletta nei dintorni. Il noleggio bici è situato vicino all’ingresso e consiglia vari itinerari a seconda del tempo a disposizione. Ci consegnano una mappa e iniziamo a seguire un percorso di circa due ore che si snoda tra i campi di tulipani in piena fioritura.

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Il clima è mite e piacevole e l’occhio si perde ad ammirare i quadrati di terra variopinti. Immaginatevi quindi un giro romantico e rilassante immersi nella campagna di Lisse nel suo periodo migliore, nella sua giornata migliore, aria fresca e profumo di fiori, fotografie incredibili. D’un tratto la magia svanisce perché scopriamo di essere ancora a metà strada e di avere pochissimo tempo per riconsegnare le bici prima che il deposito chiuda. Diventa così una gara, una corsa contro il tempo, una fatica. Situazione emblematica del weekend o della nostra vita in generale… sempre costantemente in ritardo.

Alla fine ce la facciamo, ma dobbiamo rinunciare ad immortalare alcuni scenari meravigliosi. Il campo di tulipani arancioni, i miei fiori preferiti, rimane un ricordo stampato purtroppo solo nella mia mente. Una giornata che nel complesso ci ha fatto arrabbiare e poi ci ha riscaldato il cuore buttandoci dentro a un quadro di Monet. Di sicuro un’altra giornata che non scorderemo mai.

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Torniamo in pullman verso Amsterdam e prenotiamo una notte in un hotel vicino all’aeroporto, a poche fermate di metropolitana, in una zona un po’ fuori dal centro. Stanchissimi e ancora increduli per tutto quello che ci è accaduto, ceniamo in camera e il giorno seguente ci presentiamo in aeroporto 4 ore prima del volo. =)

Un’esperienza assolutamente da rifare magari in gruppo e che consiglio a persone di qualsiasi fascia di età. Impossibile non rimanere colpiti dalla cultura di questo paese e dall’unicità di questo evento. Non mi resta che augurarvi… Buona Festa del Re!

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